
Insufficienza renale cronica nel cane e gatto: cosa devi sapere?
L’insufficienza renale cronica nel gatto e nel cane è una sindrome degenerativa molto frequente, soprattutto nei soggetti anziani.
Risulta insidiosa soprattutto perché si manifesta, da un punto di vista clinico, solo quando la malattia è in uno stadio avanzato; quindi non consente più una cura, ma solo un tentativo di rallentare il progredire dei fenomeni degenerativi e di tamponare i sintomi.
In questo articolo cerchiamo di capire da cosa è causata, come si manifesta e quali sono le possibili terapie.
Insufficienza renale cronica del cane e gatto.
Funzione del rene.
Il rene è un organo di fondamentale importanza per l’organismo. Ha funzioni primarie tra cui:
rimuovere dal sangue sostanze di rifiuto (che poi vengono disciolte nell’urina)
produrre ormoni (come l’eritropoietina, per la produzione di globuli rossi o la renina per il mantenimento della pressione arteriosa)
regolare la pressione osmotica
regolare il Ph ematico.
Dalla funzionalità del rene, e più nello specifico del nefrone che è la parte funzionale del rene (insieme a meccanismi ormonali centrali), dipendono:
la quantità di urina che viene prodotta
la quantità di acqua che viene riassorbita
la sensazione della sete
il riassorbimento di micronutrienti e molto altro.
I nefroni sono strutture microscopiche composte, al loro interno, da tubuli che svolgono le differenti funzioni sopra descritte e comunicano gli uni con gli altri andando a confluire, infine, in una parte comune a tutti i nefroni: il bacinetto renale.

La peculiarità di queste parti funzionali è racchiusa nella loro capacità di compensazione.
Se un nefrone non funziona perfettamente, quello a fianco aumenta di dimensione e lavora di più.
Se da una parte questa capacità risulta funzionale perché compensa bene le possibili perdite, dall’altra è pericolosa in quanto rende il rene un organo con grandissima capacità compensatoria, tanto da non manifestare alcun segno clinico se non quando il suo tessuto non risulta danneggiato per il 70-75% del parenchima totale.
La funzione dell’organo nel gatto è peculiare: la sua capacità di concentrare le urine è decisamente superiore rispetto al cane.
Il gatto, infatti, nasce in terre particolarmente aride (desertiche) e quindi si è evoluto per poter resistere senza bere per lunghi periodi, perché l’acqua la assume dalle prede che caccia, che ne sono costituite per il 70-75% .
Questo, però, ha fatto sì che il gatto non senta quasi per nulla la sete anche quando sarebbe necessario che bevesse, come quando riceve un’alimentazione secca.
È il motivo per cui i gatti bevono poco e si fa fatica a far loro assumere più acqua anche quando dovrebbero, come nel caso di calcolosi renale.
Nel cane invece questo fenomeno è meno rilevante e l’animale, di solito, mostra più o meno sete in base al tipo di dieta e sue normali necessità.
Contenuti
- 0.1 Cos’è l’insufficienza renale?
- 0.2 Cause di insufficienza renale cronica nel gatto e nel cane.
- 0.3
- 0.4 Sintomi di insufficienza cronica nel gatto e nel cane.
- 1 Diagnosi di Insufficienza Renale Cronica (IRC o CKD Chronic Kidney Disease)
Cos’è l’insufficienza renale?
L’insufficienza renale è una sindrome che si instaura quando il rene perde la capacità di filtrazione e riassorbimento.
Da questo deriva un accumulo di tossine che, invece di essere escrete nell’urina, rimangono in circolo e una perdita di sostanze che, al contrario, dovrebbero rimanere in circolo e invece passano nell’urina.
La definizione di insufficienza renale è quindi riassumibile in questi termini:
per insufficienza renale si intende una sindrome clinica che si verifica quando i reni non sono più in grado di mantenere le loro funzioni regolatorie, escretorie ed endocrine.
Si originano così una ritenzione di soluti azotati e un’alterazione dell’equilibrio fluido, elettrolitico ed acido-basico.
Tale disfunzione si rende manifesta quando più del 75% dei nefroni non è funzionante.[1]
Può distinguersi in una forma acuta (per ostruzione, ad esempio dovuta a calcoli) ed in quel caso è reversibile.
Se invece la situazione non si risolve ma persevera, allora si instaura un’insufficienza renale cronica.
Si definisce
insufficienza renale cronica un’insufficienza renale primaria che persiste per un periodo prolungato, in genere mesi o anni.
Questa, indipendentemente dalla causa del danno ai nefroni, è caratterizzata dalla irreversibilità delle lesioni strutturali del rene.
Instauratasi la malattia di base a carico di una o più strutture del nefrone (glomerulo, tubulo, interstizio, componente vascolare), le funzioni del rene vanno progressivamente deteriorandosi in un processo degenerativo che conduce inevitabilmente all’uremia terminale.
Ciò che ne consegue è la non capacità della terapia di poter ripristinare la funzionalità persa.
Cause di insufficienza renale cronica nel gatto e nel cane.
Le cause sono molteplici e possono essere sia predisposizioni genetiche che cause acquisite.
Le forme congenite nel gatto sono legate a razze in cui alcune malformazioni a livello di organo sono più frequenti.
Tra queste, ad esempio, troviamo:
Le amiloidosi, più frequenti in:
- Abissino
- Siamese
- Orientale.
Il rene policistico, malformazione più frequente in:
- gatto domestico a pelo lungo
- Himalayan
- Persiano
- Esotici
La displasia renale:
- nel persiano.
Agenesia renale unilaterale:
- Himalayan
- Gatto domestico a pelo corto
In queste razze, soprattutto in età avanzata, è sempre bene predisporre controlli regolari per scoprire precocemente la malattia e cercare di prevenirne l’evoluzione e di attuare terapie di sostegno, qualora siano necessarie.
Nel cane la predisposizione famigliare è legata alle seguenti razze:
- Lhasa Apso
- Shih Tzu
- Norwegian Elkhound
- Shar Pei
- Dobermann
- Samoiedo
- Wheaten Terrier
- Cocker Spaniel
- Beagle
- Keeshond
- Bedlington Terrier
- Cairn Terrier
- Basenji
Tra le cause scatenanti troviamo, sia nel cane che nel gatto,
- tumori renali: il linfoma, che può colpire il rene e causare l’insufficienza
- infezioni: infezioni batteriche (pielonefriti), che possono essere una conseguenza di infezioni vescicali e possono determinare un danno tale da causare insufficienza renale cronica
- Leptospirosi e Leishmaniosi nel cane
- tossine
- infiammazione persistente come la glomerulonefrite nel gatto
- piometra nel cane
- farmaci assunti per lungo tempo (come gli antinfiammatori ad uso umano)
- calcoli renali
- blocco urinario
- disturbi immunitari (Lupus Eritematoso nel cane)
- sostanze nefrotossiche
- ischemie renali.
In realtà, la reale causa talvolta non viene riconosciuta.
Ciò che si instaura, in effetti, è una perdita della funzionalità dovuta a un aumento della quantità di tessuto fibroso che si sostituisce al normale tessuto renale, spesso associato ad un quadro di infiammazione (chiamata nefrite interstiziale cronica), alterazione comune a diverse patologie.
Una volta instauratosi il danno renale, a prescindere dalla sua causa, ogni malattia renale progressiva ed irreversibile evolve in una nefropatia cronica generalizzata.
Questa può procedere lentamente, con aumento regolare dell’azotemia e senza che le conseguenze si rendano clinicamente apprezzabili per mesi o per anni, grazie ai meccanismi di compensazione messi in atto dal rene, oppure può evolvere per stadi, con repentino scompenso della funzione renale ed improvvisa crisi uremica.
Sintomi di insufficienza cronica nel gatto e nel cane.
È importante ricordare che può colpire animali di tutte le età, nonostante sia più comune in soggetti anziani e di media età.
Circa un gatto su cinque sopra i 15 anni di età ne è affetto ed è tre volte più frequente nel gatto che nel cane. I cani hanno un’età compresa tra i 6 e gli 11 anni e sono soprattutto maschi. [4]
I sintomi dell’insufficienza renale cronica sono molteplici e soggettivi, a seconda della capacità di compensazione dell’organismo, ma anche della capacità di osservazione del proprietario, dal momento che molto spesso i sintomi sono aspecifici.
Nonostante compaiano gradualmente, può sembrare che invece la situazioni si aggravi all’improvviso.
Di solito, i sintomi si manifestano quando le tossine si accumulano nel sangue invece di essere escrete attraverso l’urina.
I più frequenti sono:
- depressione
- debolezza
- disidratazione
- perdita di peso
- sintomi a carico del sistema urinario (poliuria/polidipsia)
- sintomi gastroenterici (anoressia, vomito, diarrea)
- alitosi
- anemia
- pallore delle mucose
- ottundimento del sensorio
- ulcere della mucosa buccale
- alitosi
- letargia
- perdita della lucentezza del pelo
- ipertensione arteriosa sistemica
- ventroflessione del collo
- tremori.
Negli stadi più avanzati possono sopraggiungere crisi convulsive e coma.
I sintomi compaiono e si aggravano man mano che la malattia si aggrava.
La progressione dell’Insufficienza Renale Cronica (IRC) viene valutata in base a una classificazione in 4 stadi.
Questi non sono perfettamente demarcati, ma rappresentano le fasi di un processo degenerativo costante, con perdita di una quota sempre maggiore di nefroni funzionanti.
Diagnosi di Insufficienza Renale Cronica (IRC o CKD Chronic Kidney Disease)
Stadi dell’insufficienza renale cronica del gatto e nel cane, secondo l’IRIS (International Renal Interest Society)
La diagnosi di IRC, soprattutto nelle fasi asintomatiche, è piuttosto complessa e difficile da identificare per l’assenza di sintomi evidenti.
Quando si manifesta e si rivela il parametro più evidente, l’iperazotemia, è importante, prima di tutto, indagarne l’origine: se prerenale, postrenale o renale intrinseca.
In quest’ultimo caso sarà necessario stabilire se la malattia renale è acuta, scompensata cronica o cronica.
La possibilità di applicare il metodo di stadiazione, consigliato dall’IRIS è riservata alla sola forma cronica stabile.
Gli stadi dell’insufficienza renale cronica si definiscono in base sia alla sintomatologia presente, ma anche e soprattutto in base a evidenze diagnostiche e alterazione di Biomarkers.
Tra questi troviamo:
- (SDMA) dimetilarginina simmetrica: un amminoacido prodotto fisiologicamente dall’organismo ed escreto quasi esclusivamente dai reni.
Questo lo rende un ottimo parametro, specifico nell’identificazione di malattie renali in fasi iniziali, quando non si evidenziano altre modificazioni ematobiochimiche. - Creatinina plasmatica: che deve essere rilevata, nel paziente stabile a digiuno e che determina lo stadio (I,II,III,IV)
- rapporto proteine urinarie/creatinina urinaria (PU/CU)
- pressione arteriosa.
Gli ultimi due parametri, consentono una ulteriore sottoclassificazione: il rischio MINIMO, BASSO, MODERATO e ALTO di andare incontro a malattia renale cronica. [Approfondimento in questo PDF]
La stadiazione risulta fondamentale al fine di approntare il corretto protocollo terapeutico e prevede il riconoscimento di sintomi e di parametri clinici.
Nel gatto e nel cane riconosciamo 4 stadi di IRC.
Stadio I: IRC non azotemica
In questo stadio il paziente non manifesta alcun segno clinico, tuttavia gli esami evidenziano:
- una leggera diminuzione della capacità di concentrare l’urina, senza apparenti cause extrarenali;
- rene di dimensioni alterate sia all’esame di palpazione che alle immagini (eco, rx);
- persistente proteinuria renale.
Si parla anche di fase stazionaria dell’insufficienza, nella quale l’ampia riserva renale riesce ancora a compensare il deficit che è già iniziato.
I valori sono quindi ancora normali.
Azotemia NORMALE
SDMA (μg/dL) > 14
Creatinina (mg/dL) gatto < 1,6 cane < 1,4 Proteinuria: ASSENTE
Pressione arteriosa (mg/hg) < 150
Stadio II: Deficit renale e iperazotemia renale lieve
In questa fase i segni clinici nel gatto e nel cane possono essere ancora lievi o assenti, ma si può avere una perdita fino al 75% dei nefroni con una lieve iperazotemia e con mancata capacità di concentrazione dell’urina.
Si possono manifestare però segni di stress metabolico.
Se la sintomatologia è presente si possono avere:
- poliuria (aumento delle urine prodotte)
- polidipsia (aumento della sete)
- disidratazione
- nicturia (perdita di urina di notte)
- sintomi gastroenterici (vomito, anoressia, ulcere gastriche e intestinali)
- stomatiti uremiche
Azotemia +
SDMA (μg/dL) 14-25
Creatinina (mg/dL) gatto 1,6-2,8
cane 1,4-2,0
Proteinuria 0,2-0,4
Pressione arteriosa (mg/hg) 150-159
Stadio III: Insufficienza renale
La sintomatologia si complica a causa della perdita di funzionalità dei nefroni, che può raggiungere il 90%.
Si possono manifestare tutti i segni clinici precedentemente descritti, a cui si associano anche:
- ridotta capacità di concentrazione dell’urina
- alterazioni dell’equilibrio idro-elettrolitico e acido-basico
- anemia (dovuta alla perdita della capacità di secernere eritropoietina da parte del rene)
- pallore delle mucose
- intolleranza al freddo
- decadimento delle condizioni fisiche
- aumento della dimensione del rene
- alito urinoso
Azotemia ++ / +++
SDMA (μg/dL) 25-45
Creatinina(mg/dL) gatto 2,9-5,0
cane 2,1-5,0
Proteinuria: gatto 0,2-0,4
cane 0,2-0,5
Pressione arteriosa (mg/hg) 160-179
Stadio IV: Insufficienza renale grave
La funzionalità renale in questo stadio è del tutto compromessa.
I segni clinici sistemici sono dovuti all’intossicazione uremica e all’accumulo dei cataboliti della digestione proteica e del metabolismo (urea, creatinina, ammoniaca, guanidina e derivati, ecc. ecc).
È in questa fase che si possono manifestare anche segni neurologici (letargia, barcollamenti, convulsioni), segni muscolari con andatura rigida e debolezza muscolare.
A causa della pressione arteriosa costantemente alta si hanno anche segni e complicanze oculari che, a volte, sono gli unici segni manifesti di tale condizione.
Nell’uremia in fase avanzata si evidenziano:
- iniezioni sclerali
- congiuntivali.
I riscontri oftalmoscopici includono:
- riduzione del riflesso pupillare
- papilledema
- tortuosità delle arterie retiniche
- emorragie retiniche
- distacco retinico
- ifema (emorragia nella camera anteriore dell’occhio, tra cornea e iride)
- uveite anteriore
- glaucoma
In questa fase i valori sono i seguenti:
Azotemia +++
SDMA (μg/dL) > 45
Creatinina (mg/dL) > 5,0
Proteinuria: gatto > 0,4
cane > 0,5
Pressione arteriosa (mg/hg) >180
Per la diagnosi saranno poi necessari ulteriori accertamenti che possano mettere in evidenza anche le alterazioni anatomiche dell’organo, che può apparire più piccolo di dimensione a causa della continua trasformazione del tessuto funzionale in tessuto fibroso: l’esame ecografico e quello radiografico sono in grado di mettere in evidenza tale fenomeno.
Altri parametri predittivi di malattia sono il PU/CU, cioè il rapporto tra le proteine e la creatinina urinarie, e la pressione arteriosa.
Il parametro pressorio risulta importante soprattutto per valutare i possibili fattori di rischio della progressione della malattia.
Terapia dell’insufficienza renale cronica del gatto e nel cane.
Come detto all’inizio, la terapia dell’insufficienza renale cronica dovrà essere volta al tentativo di ridurre la degenerazione del parenchima renale, al controllo della sintomatologia e alla gestione delle condizioni degli altri organi.
La terapia deve essere strettamente modulata sule specifiche condizioni di salute del singolo paziente.
Nei primi stadi sarà fondamentale:
- ridurre la somministrazione di farmaci nefrotossici
- identificare possibili anormalità pre e post renali
- gestire le possibili situazioni concomitanti (infezioni urinarie, pielonefriti, calcoli)
- valutare la possibile disidratazione e cercare di ridurla (anche per infusione, se necessario)
- monitorare la pressione arteriosa e tenerla sotto controllo attraverso un approccio dietetico e farmacologico.
Negli stadi più avanzati sarà importante valutare anche le modificazioni elettrolitiche e l’eventuale acidosi che si instaura.
L’approccio dietetico comprende la somministrazione di proteine di altissima qualità (non riducendole in quantità ma migliorando la fonte affinché possano essere ben assimilate senza scarti), evitando quelle più ricche in purine (come le frattaglie).
Il cibo dovrebbe essere fresco fin dalle prime fasi della malattia.
Sono poi da tenere monitorate altre modificazioni poco percepibili, come la possibile presenza di nausea del gatto anche in assenza di vomito e la modificazione della percezione del gusto che, in queste patologie, influisce molto sulla appetibilità e quindi sulla capacità di alimentarsi degli animali.
La terapia, quindi, dovrà tenere in considerazione anche questi aspetti.
Purtroppo, in queste situazioni le terapie disponibili non sono in grado di ripristinare in alcun modo il danno tissutale e quindi di interrompere la degenerazione di unità funzionali nel rene.
In un prossimo articolo valuteremo come, in questo contesto, si potrà inserire la medicina rigenerativa, valutando studi ed esperienze presenti in bibliografia e riportando casi già affrontati con relativi risultati.
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Bibliografia:
- Di Bartola S.P. Approccio clinico e valutazioni di laboratorio della malattia renale in Ettinger S.J.; Feldman E.C. TRATTATO DI MEDICINA VETERINARIA MALATTIE DEL CANE E DEL GATTO, 2002, vol II, p.1600, Antonio Delfino Editore: Roma, Italia.
- IRIS Kidney Guidelines
- Insufficienza renale cronica del gatto anziano.
- Insufficienza renale cronica del cane e del gatto: studio retrospettivo su 10 anni di attività clinica Candidato: Polini Hilenia Relatori: Prof. Guidi Grazia Dott. Lippi Ilaria
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