Dott Silvia Bonasegale Camnasio

Osteocondrite dissecante nel cane

L’osteocondrite dissecante, più conosciuta con l’acronimo OCD, è una patologia che colpisce le cartilagini articolari ed è piuttosto frequente nel cane, ma non solo.

In linea teorica tutte le articolazioni potrebbero essere interessate dal problema ma l’esperienza ci insegna che quelle più frequentemente coinvolte sono quelle della spalla, del ginocchio, del gomito e del garretto.

È patologia in grado di causare notevoli disagi, rendendo difficoltosa o addirittura impedendo la deambulazione e, di conseguenza, il normale svolgimento della vita dell’animale.

processo di accrescimento della cartilagine

L’articolazione è una particolare struttura anatomica che mette in connessione le estremità di due ossa vicine in modo da consentirne il movimento.

Per evitare che lo sfregamento tra le ossa ne provochi il consumo, le superfici che entrano in contatto tra loro sono rivestite di un sottile strato di tessuto connettivo, la cartilagine che funge da guaina protettiva e da ammortizzatore.

Questa è totalmente priva di vascolarizzazione.

Il nutrimento le deriva da piccoli vasi sanguigni che provengono dal tessuto osseo sottostante e dal liquido sinoviale.

La cartilagine funziona come una spugna.

Durante il movimento, nella fase di carico espelle liquido, mentre durante il rilascio riassorbe sostanze nutritizie e liquido.

Durante la vita dell’animale, ma soprattutto nella fase di crescita quando i tessuti sono più delicati, le cartilagini articolari vengono ripetutamente sottoposte a piccoli traumi, alcuni dei quali possono causare alterazioni a carico della vascolarizzazione e quindi dell’apporto di sangue.

Di conseguenza, il tessuto connettivo intra-articolare subirà a sua volta dei processi degenerativi di grado variabile che comportano l’ispessimento della cartilagine la quale, di conseguenza, aderirà in maniera inadeguata all’osso sottostante e risulterà pertanto meno funzionale.

Questa prima fase, comunemente conosciuta come osteocondrosi, può a sua volta continuare ad evolversi, fino a raggiungere una condizione per la quale la cartilagine si distacca dall’osso al quale dovrebbe essere saldamente adesa: a questo punto si passa dall’osteocondrosi alla osteocondrite dissecante.

Osteocondrite dissecante del cane: cause

Per quanto qualunque cane possa sviluppare una forma più o meno grave di OCD, esistono diversi fattori predisponenti non essendo possibile definire solo i traumi come responsabili della sua insorgenza.

Le cause di malattia, quindi, sono multifattoriali:

  • accrescimento molto rapido, caratteristico di alcune razze di grossa taglia e loro incroci
  • eccesso di fattori nutrizionali (energia, proteine, calcio, fosforo e vitamina D), frequenti nei regimi alimentari inadeguati e non bilanciati
  • sovrappeso e obesità, che determinano un maggiore affaticamento delle articolazioni e squilibri ormonali
  • ereditarietà della patologia.

L’osteocondrite dissecante sembra interessare con maggiore frequenza i cani giovani, di età compresa tra i 4 e i 10 mesi, ma, talvolta, anche gli adulti, in genere entro i 5 anni.

Le razze maggiormente predisposte sono quelle di taglia grande e gigante e loro incroci, il cui accrescimento è, di solito, molto rapido.

Tra queste troviamo:

  • Pastore Tedesco
  • Rottweiler
  • Labrador
  • Golden Retriever
  • Alano
  • San Bernardo
  • Terranova
  • Bovaro del Bernese

Tra i cani di taglia media e medio-grande troviamo:

  • Border Collie
  • Beagle
  • Cocker Spaniel
  • Springer Spaniel
  • Barboncino
  • Setter
  • Dalmata
  • Whippet

Osteocondrite dissecante nel cane: sintomi

La patologia può verificarsi a carico di una sola articolazione o più articolazioni, sia monolateralmente che bilateralmente.

La localizzazione della lesione e il numero di articolazioni coinvolte condiziona la sintomatologia e la gravità del quadro clinico.

Il sintomo principale è la zoppia, che si aggrava di solito in seguito ad esercizio fisico.

Il cane affetto da OCD generalmente mostra riluttanza al movimento e tende a risparmiare l’arto interessato, con inevitabile modificazione nell’andatura.
Come conseguenza, a carico dell’arto malato possono verificarsi:

  • Dolore articolare
  • Ipotrofia muscolare
  • Rotazione anomala

Quando l’interessamento articolare è di tipo bilaterale, i segni di zoppia e la postura anomala diventano molto evidenti e il dolore può portare l’animale a rifiutare del tutto il movimento.

Sintomi di osteocondrite dissecante del gomito e di spalla

Una delle articolazioni maggiormente coinvolte è il gomito.
I sintomi possono comparire fin da cucciolo (4-5 mesi) e variano a seconda che la patologia si presenti in un solo arto o in entrambi.

La zoppia è sempre presente.

Questa tende a migliorare con il riposo, ma peggiora all’aumentare dell’intensità del lavoro.

Oltre alla zoppia si avrà:

  • ridotta capacità di movimento articolare (range of motion)
  • dolore alla manipolazione
  • atrofia dei muscoli interessati.

Il cane mostrerà disagio nel movimento e tenderà a sedersi spesso durante l’attività, mostrando sofferenza e riluttanza al movimento.

Diagnosi di Osteocondrite dissecante

Il solo segno clinico di zoppia, associato alla raccolta anamnestica (cioè la raccolta dei dati) non consente di fare una diagnosi certa, ma solo di sospettare la presenza di Osteocondrosi.

Lo strumento diagnostico per eccellenza è rappresentato dalla radiografia delle articolazioni interessate che permetterà di osservare e valutare le alterazioni e il loro grado di gravità.

Per valutare con maggior precisione lo stadio della lesione, l’eventuale compromissione muscolare e tendinea possono essere utili altri approfondimenti diagnostici quali:

  • Tomografia Computerizzata (TAC)
  • ecografia (per la valutazione dello stato dei muscoli e dei tendini)
  • artrografia con mezzo di contrasto
  • artroscopia

Vista la frequenza di pazienti con interessamento bilaterale delle articolazioni, è sempre indicata la contemporanea valutazione di entrambi gli arti.

Cura dell’osteocondrosi

Prima di discutere di una eventuale terapia dell’OCD è preferibile parlare del trattamento dell’osteocondrosi, la patologia che precede l’osteocondrite dissecante.

Se il problema viene segnalato e individuato precocemente, prima di dare luogo alle alterazioni tipiche dell’OCD, è possibile impostare una terapia di tipo medico e nutrizionale conservativa, il cui obiettivo è quello di rallentare la progressione della patologia.

Le alterazioni che avvengono inizialmente sono del tutto assimilabili a quelle che avvengono nei processi di osteoartrosi, che, come tali, possono essere trattate.

A tale scopo si può ricorrere a:

  • somministrazione di antinfiammatori non steroidei (FANS),
  • farmaci e integratori ad azione condroprotettiva
  • riposo 
  • correzione del regime alimentare, in modo da riportare la crescita corporea entro limiti accettabili nei cani giovani
  • riduzione del sovrappeso in quelli adulti

Altri trattamenti possibili sono quelli descritti per i processi infiammatori delle articolazioni, tra cui infiltrazioni di PRP.

Una volta instaurati i processi degenerativi irreversibili si rende necessario un intervento più aggressivo, di tipo chirurgico.

Cura dell’osteocondrite dissecante

Esistono diverse tecniche chirurgiche che possono essere utilizzate a seconda dei casi, delle articolazioni coinvolte e della gravità delle lesioni.

La tecnica più invasiva è l’artrotomia, che prevede l’apertura chirurgica dell’articolazione.

Meno invasiva è l’artroscopia, ovvero l’intervento in endoscopia
Un metodo chirurgico molto specialistico è il TOA (trapianto autologo osteocondrale) che prevede il trapianto di cartilagine prelevata dal paziente stesso.

In caso di lesione bilaterale potrebbe non essere possibile intervenire contemporaneamente sue entrambi gli arti ed in quel caso sarà l’ortopedico a decidere a quale dare la priorità.

La prognosi è tanto migliore quanto più precocemente vengono individuate le lesioni ed eseguito l’intervento.

Il processo di guarigione della cartilagine articolare è molto complesso, per cui spesso si assiste al fallimento dei normali approcci terapeutici.

L’uso clinico di cellule staminali, in particolare delle Cellule Staminali Mesenchimali, potrebbe rappresentare una valida alternativa per la gestione.

Post operatorio dell’osteocondrite

Dopo la chirurgia si ricorre alla somministrazione di analgesici ed antinfiammatori per controllare il dolore e l’infiammazione.

Il riposo per alcune settimane è fondamentale per la ripresa e la guarigione dell’articolazione, pertanto i movimenti dovranno essere limitati al minimo indispensabile.

Nelle ore immediatamente successive all’intervento chirurgico è possibile ricorrere alla crioterapia mentre la termoterapia, utile ausilio contro il dolore e un valido strumento per velocizzare la rivascolarizzazione della cartilagine, può essere applicata a partire dai 2-3 giorni post-chirurgia e per un periodo di circa 2 settimane.

Infine, è necessaria una fase di riabilitazione che prevede passeggiate di durata progressivamente maggiore, nonché sedute di fisioterapia con l’ausilio di movimenti passivi, esercizio su tapis roulant e nuoto assistito.

Bibliografia:
  1. Kerrigan S., Robinson D.: Juvenile Orthopedic Disease in dogs and cat.
    Today’s veterinary Practice, 2016, sept/oct
  2. Wall C.R., Cook C.R., Cook J.L.: Diagnostic sensitivity of radiography, ultrasonography, and magnetic resonance imaging for detecting shoulder osteochondrosis/osteochondritis dissecans in dogs.
    Veterinary Radiology & Ultrasound, 2014, 56, 1.
  3. Egan P., Murphy S., J0vanovik J., Tucker R., Fitzpatrick N.: Treatment of Osteochondrosis Dissecans of the Canine Stifle Using Synthetic Osteochondral Resurfacing.
    VCOT, 2018 – DOI:10.3415/VCOT-17-02-0035
  1. Fonte immagini*

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