Dott.ssa Silvia Bonasegale Camnasio

Dermatite Atopica nel cane: tutto quello che c’è da sapere

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La dermatite atopica nel cane è una malattia infiammatoria della pelle. Molto comune, a predisposizione genetica, vede il principale sintomo nel prurito incessante, fonte di forte stress per l’animale e il suo proprietario.

La diagnosi risulta piuttosto complicata dalle molteplici cause che provocano prurito, oltre alla possibilità che si creino lesioni secondarie dovute al traumatismo provocato dal grattamento stesso e che possono nascondere la manifestazione clinica principale.

La variabilità di razza, poi, gioca un ruolo importante, considerando la componente genetica della malattia.

Allo scopo di effettuare una corretta diagnosi della Dermatite Atopica (con valore anche legale, considerando che la malattia potrebbe essere considerata vizio redibitorio, perché dovuta a fattori congeniti) è stata creata una commissione di medici che ne stabilisse le linee guida per assistere i veterinari nel percorso da seguire.

Dermatite Atopica nel cane: di cosa si tratta?

La Dermatite Atopica è definita come una malattia infiammatoria della pelle a predisposizione genetica.
La sua caratteristica è quella di avere, come sintomo principale, un prurito allergico.

È comunemente associata alla presenza di anticorpi IgE reagenti ad antigeni ambientali.

Nonostante la definizione sia piuttosto semplice, è importante ricordare che il prurito in sé non è patognomonico (cioè suggestivo in modo inequivocabile di una patologia).
Non consente di diagnosticare la malattia dalla sola visita o da una chiacchierata con il proprietario.

Infatti, esistono molte manifestazioni cliniche differenti del prurito che può essere:

  • acuto o cronico
  • localizzato o generalizzato
  • diverso a seconda del fenotipo (combinazioni genetiche)
  • con o senza infezioni microbiche secondarie o altre eruzioni cutanee.

Inoltre, molti aspetti della Dermatite Atopica (DA) possono essere del tutto simili ad altre patologie allergiche non assimilabili ad essa, come anche malattie parassitarie.

Sintomi di Dermatite Atopica: come si manifesta?

Il sintomo iniziale della Dermatite Atopica è il prurito.

Questo può manifestarsi attraverso:

  • grattamento
  • leccamento
  • morsicamento di una parte
  • eccessivo grooming
  • scuotimento della testa.

Il prurito può essere stagionale (dovuto a pollini ad esempio) o non stagionale (acari della polvere, cibo), a seconda dell’allergene che lo provoca.

Inizialmente può esserci prurito senza lesioni e solo in un secondo momento possono insorgere segni differenti a seconda delle complicanze che si possono instaurare.

Di seguito, nella tabella 1 se ne riassume le possibilità in base alla causa.

Caratteristiche del prurito

Anche le razza può influire sulla localizzazione del prurito.

Nella sottostante Tabella 2 è riportata la localizzazione più frequentemente del prurito, a seconda della razza.

dermatite atopica nel cane prurito e localizzazione in base alla razza

Tabella 2. Identificazione della localizzazione più frequente del prurito da Dermatite Atopica, a seconda della razza

Cosa scatena la Dermatite Atopica nel cane? Ipotesi patogenetica.

Mentre fino ad oggi si era pensato solo ad una risposta immunitaria abnorme del soggetto allergico, oggi si pensa che la malattia possa avere un decorso differente e che si instaurino fenomeni legati anche ad altro.

Nella fase acuta della malattia è presumibile che ci possa essere un difetto nella barriera epidermica che consente agli allergeni di penetrare e quindi scatenare la reazione allergica.

Si sviluppa un ciclo continuo di rilascio di mediatori che causa il reclutamento e l’attivazione di leucociti e il rilascio di ulteriori mediatori pro-infiammatori.
L’incapacità di inibire l’azione dei meccanismi pro-infiammatori sfocia in una infiammazione cutanea che si auto-alimenta.
Nonostante questi progressi nella conoscenza della patogenesi della AD canina, i mediatori che stimolano la sensazione di prurito non sono stati ancora identificati.
Sorprendentemente, l’istamina non sembra provocare prurito nel cane, al contrario di ciò che accade nell’uomo e nel topo. [9]

Diagnosi di dermatite atopica nel cane: quale percorso è necessario fare?

L’iter diagnostico per arrivare a diagnosi certa di Dermatite Atopica (DA) è rappresentato da un percorso a step, per esclusione di cause.

La diagnosi differenziale necessita di essere valutata in base alle evidenze della sintomatologia, storia del paziente, test diagnostici e risposta ai trattamenti.

In un solo step o in più visite, potrebbe essere necessario fare dei semplici prelievi con raschiati cutanei, esami citologici e prelievi del pelo, in base alla complessità delle manifestazioni.

La diagnosi differenziale nelle patologie da prurito nel cane comprende la presa i considerazione di diverse malattie.

Malattie cutanee da ectoparassiti:

  • pulicosi
  • scabbia
  • demodicosi
  • infestazione da Cheyletiella
  • infestazione da pidocchi
  • otoacariasi
  • trombiculosi
  • vermi nasali (Pneumonyssus Caninum).

Infezioni microbiche:

  • Staphiloccocchi
  • malassezia

Malattie allergiche:

  • dermatite da morso di pulce (DAP)
  • Dermatite Atopica (DA)
  • intolleranza/allergia alimentare (RAC)
  • ipersensibilità alle punture di insetti
  • dermatiti da contatto.

Malattie neoplastiche:

  • linfoma cutaneo

Di seguito, alcune infografiche riassuntive sulla localizzazione più frequente del prurito nel cane in caso di malattie di diversa natura.

distribuzione del prurito a seconda della causa

Tabella 3 localizzazione dei segni clinici in base al tipo di parassita


distribuzione del prurito a seconda della causa

Tabella 4 localizzazione dei segni clinici in base al tipo di parassita

Prima di definire l’iter diagnostico più corretto per poter arrivare a sospettare una reale Dermatite Atopica, può essere utile ricordare che la ICADA (Commissione Internazionale per le Malattie Allergiche nel cane) ha definito due forme di Dermatite Atopica.

  • Dermatite atopica canina: Malattia cutanea allergica pruriginosa a predisposizione genetica con tipiche caratteristiche cliniche, associata ad anticorpi IgE più comunemente diretti nei confronti di allergeni ambientali.
  • Dermatite atopica-like canina: Malattia cutanea allergica pruriginosa con segni clinici identici a quelli osservati nella dermatite atopica canina ma in cui una risposta IgE nei confronti di allergeni ambientali o altri allergeni non può essere dimostrata.

È alla luce di questa definizione e nella difficoltà di raggiungere una certezza diagnostica che si sono proposti degli schemi, come quello di Favrot, per cercare di uniformare le informazioni.

Favrot, ha individuato 8 parametri da prendere in considerazione in caso di prurito nel cane:

  1. inizio dei segni clinici sotto i 3 anni di età
  2. cane che vive prevalentemente all’interno
  3. prurito risponde ai glucocorticoidi
  4. all’inizio il prurito è senza lesioni
  5. piedi anteriori colpiti
  6. padiglioni auricolari colpiti
  7. margini auricolari NON coinvolti
  8. area dorso-lombare NON coinvolta.
Una associazione di almeno cinque criteri soddisfatti ha una sensibilità dell’85% ed una specificità del 79% nel differenziare cani con AD da cani con prurito cronico o ricorrente non affetti da AD.
Aggiungendo un sesto parametro, la specificità aumenta all’89% ,mentre la sensibilità si riduce al 58%.
Diagnosi di Dermatite Atopica nel cane principio di Favrot

Tabella 5. Parametri di diagnosi delle Dermatite Atopica secondo Favrot.

Per arrivare quindi a diagnosi certa di Dermatite Atopica è necessario comunque effettuare un percorso a step, come già detto.

Vediamolo.

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Diagnosi di Dermatite Atopica nel cane: step 1. Escludere infestazione da pulci.

L’infestazione da pulci e la possibile ipersensibilità al loro morso dipendono dalla regione geografica in cui vive il cane e dalla stagione in cui ci si trova.
È vero però che, negli ultimi anni, questi parassiti seguono sempre meno un andamento stagionale, soprattutto nelle nostre latitudini, essendo vivi e attivi per tutto l’anno.

Il veterinario dovrà quindi visitare e valutare il cane alla ricerca del parassita.

Se il prurito non è localizzato nelle zone suggestive della loro presenza, è sempre utile non prendere in considerazione le pulci  come unica possibile causa.

Il medico dovrebbe prendere in considerazione, anche in assenza di evidenza del parassita, di effettuare un programma di controllo delle pulci, per prevenire la possibilità che un’infestazione ambientale possa essere in atto anche senza la presenza del parassita sul cane in quel momento.

Pare importante ricordare, inoltre, che ad oggi non esistono antiparassitari efficaci in assoluto per la prevenzione dal morso di pulce e che la forma larvale può sopravvivere fino a 174 giorni [1].

Ecco perché è indicato fare un trattamento antiparassitario preventivo durante tutto l’anno.

In caso di infestazione conclamata, la soluzione più veloce ed efficace contro il prurito pare essere un trattamento antiparassitario adulticida (shampoo o lozioni antiparassitarie), piuttosto che un farmaco ad azione preventiva e che tutti gli animali presenti in casa devono essere trattati.

Diagnosi di Dermatite Atopica nel cane: step 2. Escludere infestazione da altri parassiti.

Oltre alle pulci, altri parassiti possono essere causa di prurito nel cane.
Nonostante questi abbiano una preferenza nella localizzazione della manifestazione, non sempre sono riconoscibili clinicamente.

Le Tabelle 1 e 2 riassumono la distribuzione del prurito nel cane in base al tipo di parassita coinvolto.

È necessario escludere la presenza di tutti i parassiti possibili attraverso esami e prelievi che ne mettano in evidenza la presenza o meno in modo inequivocabile.

  • raschiati cutanei
  • scotch test
  • prelievo del pelo
  • tamponi cutanei
  • tamponi auricolari
  • esame del cerume
  • spazzolamento
  • test sierologici

sono tutti metodi utili per poter mettere in evidenza eventuali parassiti.

pulce allergia cane

Diagnosi di Dermatite Atopica nel cane: step 3. Escludere infezione da Staphilococchi e Malassezia.

Infezioni batteriche da Staphylococcus pseudintermedius (SP) sono piuttosto frequenti nel cane affetto da Dermatite Atopica.

Questo batterio provoca piodermiti con papule, pustole e lesioni circolari (collari epidermici), lesioni piuttosto caratteristiche dell’infezione che devono comunque essere confermate attraverso accertamenti diagnostici con prelievi citologici di pelle, fatti attraverso un semplice scotch test.

La piodermite staphilococcica è spesso provocata da altre patologie sottostanti o da lesioni traumatiche provocate dal grattamento, così come in caso di endocrinopatie.

Questo batterio provoca un cambiamento nella localizzazione del prurito.
La sua eliminazione potrà far comprendere se è il batterio a provocare primariamente il prurito o se la causa è altra.

Il cane atopico può sviluppare, insieme a piodermite batterica, una sovracrescita di altri microrganismi a causa di uno squilibrio della flora batterica cutanea.
Questi possono complicare il quadro generale e sarà quindi utile fare prelievi su più lesioni per mettere in evidenza e trattare correttamente le diverse infezioni presenti.

Un approccio del genere è utile soprattutto in caso di  scarsa risposta ai farmaci antiallergici.

Le infezioni da Malassezia sono tipiche delle zone cutanee con pieghe e sono facilmente identificabili grazie a esami citologici mirati alla ricerca del lievito.

Si possono effettuare anche colture fungine, nonostante siano sconsigliate per la presenza di frequenti falsi negativi.

Il lievito più frequentemente ritrovato è la Malassezia Pachidermatis trattabile con farmaci antifungini.

Anche in questo caso è utile il trattamento per mettere in evidenza il ruolo del lievito nel quadro generale dell’atopia.

Diagnosi di Dermatite Atopica nel cane: step 4. Escludere Reazioni Avverse al Cibo (RAC)

Il prurito può essere provocato anche da reazioni avverse al cibo.

Queste possono essere:

  • di tipo allergico, quindi coinvolgere il sistema immunitario attraverso la produzione di IgE,
  • non immunomediate, considerate dunque semplici intolleranze. [2]

Le reazioni avverse al cibo si presentano in modo analogo alla Dermatite Atopica; per questo motivo, un passaggio fondamentale nel raggiungimento della corretta diagnosi deve passare anche per una valutazione di tipo alimentare.

Le forme di allergia o intolleranza hanno spesso anche segni gastroenterici, ma possono anche non essere presenti e comunque il prurito da ingestione di sostanze alimentari deve essere sempre preso in considerazione, in caso di scarsa risposta ai farmaci o di forme ricorrenti di prurito.

Sfortunatamente non esistono test sierologici che possano mettere in evidenza la presenza o assenza di intolleranza al cibo e quindi, questa condizione può essere diagnosticata solo ed esclusivamente attraverso un percorso di dieta ad esclusione.

Dieta in caso di dermatite atopica nel cane con reazioni avverse al cibo.

Ad oggi, non si sono ancora trovate diete commerciali che possano essere efficaci in tutte le reazioni avverse al cibo.
Idealmente, una dieta per questo scopo dovrebbe essere composta da un alimento mai assunto prima dall’animale.

Le diete commerciali sono composte da un range molto ampio di sostanze e per questo sono poco adatte per identificare il vero responsabile del prurito.

Purtroppo, è stato riscontrato che alcune diete commerciali proposte come dieta ad esclusione presentano tracce di sostanze non dichiarate in etichetta. [3, 4]

Anche gli idrolisati si sono dimostrati poco adatti e spesso non rispondenti a tali esigenze.

Per questo motivo, cani a cui è stata somministrata una dieta commerciale ad esclusione o a base di idrolisati e che non hanno risposto positivamente, devono essere trattati con una dieta casalinga fresca che comprenda l’introduzione di un alimento per volta, possibilmente che non sia mai stato somministrato prima o da almeno 6 mesi.

acari e dermatite atopica nel cane

Terminato un periodo variabile a seconda del caso e fatti diversi tentativi con proteine animali e vegetali di origine diversa, se ci sarà una remissione dei sintomi, si potrà reintrodurre il cibo sospettato di creare il prurito.
Seguendo questa procedura, se il prurito tornerà a presentarsi, si avrà conferma della diagnosi.

Terminato questo percorso e permanendo il prurito, la diagnosi di Dermatite Atopica potrà finalmente essere presa in considerazione.

Dermatite Atopica nel cane: i test allergici

Quando il sospetto diagnostico è diventato certezza di malattia allergica, è il momento di pensare se sia il caso o meno di effettuare dei test che mettano in evidenza a quale allergene il cane è allergico.

I test allergici non devono essere utilizzati per diagnosticare la dermatite atopica, ma devono essere funzionali alla terapia, qualora gli altri trattamenti siano falliti.

I test allergici dovrebbero essere fatti quando:

  • la persistenza del prurito è più di tre mesi all’anno
  • la risposta del paziente ai farmaci  è scarsa o assente
  • gli effetti collaterali dei farmaci utilizzati per tenere sotto controllo la sintomatologia, non giustificano il loro utilizzo.

I test possibili sono due: l’intradermoreazione (IDT) e il  test sierologico (ASIS).

Test di intradermoreazione e sierologico nel cane con atopia: vantaggi e svantaggi.

Il test di intradermoreazione, insieme a quello sierologico, dovrebbe essere utilizzato come conferma diagnostica, oltre che per formulare una valida terapia di desensibilizzazione all’allergene (o a più allergeni) responsabili dell’atopia.
Il test di intradermoreazione è certamente la prova d’elezione.
Questo esame,, infatti non misura soltanto le IgE circolanti nel sangue (come fa il test sierologico), ma mostra la reale presenza di reazione allergica.

Ciononostante presenta alcuni svantaggi rispetto al sierologico.

  • necessità di sedazione
  • invasività (estetica, il cane va tosato nella parte dove si fa il test)
  • test traumatico per la necessità di fare diverse iniezioni
  • tempistiche più lunghe 
  • costi superiori
  • possibile interferenza con farmaci assunti dal cane.

Il solo test sierologico, per contro ha un grande svantaggio: può dare falsi positivi [6,7].
La situazione più frequente è quella di cani positivi a tutto, anche se non sono realmente allergici.

Ecco perché si dovrebbero utilizzare in combinazione, confrontando i risultati sierologici con quelli dell’intradermoreazione per avere certezza di trovarsi di fronte realmente ad una allergia a quel/i determinato/i allergene/i.

Anche perché non esistono studi che abbiano messo in evidenza una reale maggior sensibilità di un test rispetto all’altro.

Inoltre, è importante ricordare la cross reazione tra allergeni:

ad esempio, cani allergici agli acari della polvere lo sono anche agli acari delle confezioni dei mangimi secchi, sempre presenti sempre all’interno delle confezioni.

Per il test di intradermoreazione è fondamentale valutare la scelta degli allergeni da testare, in base alla zona di residenza e alla stagionalità del prurito. E’ necessaria la collaborazione con un allergologo (o un laboratorio specializzato) che prepari il giusto panel da testare.

test intradermoreazione cane dermatite atopica

Inoltre, prima di fare il test, è importante rispettare i tempi di sospensione dalla somministrazione dei farmaci.
Per l’intradermoreazione i tempi sono i seguenti.[8]

  • Antistaminici: 7 giorni
  • glucocorticoidi orali: 14 giorni
  • glucocorticoidi iniettabili: 28 giorni (almeno)
  • glucocorticoidi uso topico: 14 giorni
  • ciclosporine: probabilmente non necessario
  • pentoxifilline: nessuno.

Per il test sierologico sono i seguenti.

  • Antistaminici: probabilmente non necessario
  • glucocorticoidi orali: nessuno
  • glucocorticoidi iniettabili: meno di 28 giorni
  • glucocorticoidi uso topico: nessuno
  • ciclosporine: nessuno.

Test allergici per Reazioni Avverse al Cibo (RAC): sono utili?

Molti laboratori di analisi offrono un test di reazione specifico alle IgE per gli alimenti.

Questi test non hanno alcuna validità. Le reazione avverse al cibo infatti non sono IgE mediate e non si conoscono le cause per cui un cibo crea reazioni di intolleranza rispetto ad un altro.

Pertanto questi test non dovrebbero essere utilizzati.

Dermatite Atopica nel cane: come si cura? Vediamo la terapia e i farmaci.

Come per la diagnosi, anche per la terapia della Dermatite Atopica esistono delle linee guida, aggiornate ogni 5 anni e stilate valutando le evidenze scientifiche sull’argomento da una Commissione (Ex Task Force) Internazionale per le Malattie Allergiche negli Animali (ICADA).[9]

Negli ultimi anni, l’approccio terapeutico della Dermatite Atopica è cambiato.
Studi particolarmente validi dal punto di vista scientifico hanno mostrato come un approccio multifattoriale sia quello che ottiene i risultati più soddisfacenti.

Raccomandazione dei farmaci e trattamenti in caso di Dermatite Atopica: l’evidenza scientifica.

All’interno delle linee guida sono citati farmaci con il loro nome commerciale.
Tali farmaci sono stati utilizzati in studi che sono stati valutati dalla ICADA e validati come sotto indicato nelle raccomandazioni.
Ecco il motivo per cui li riportiamo nel presente testo.
Nella bibliografia [9]trovate il riferimento del testo integrale.

La raccomandazione di un trattamento viene classificata in base alla evidenza scientifica del risultato in:

  • A= altamente raccomandato per la consistente e buona qualità delle evidenze sul paziente
  • B= inconsistente o limitata consistenza della qualità dell’evidenza
  • C= basato su opinioni, esperienze pratiche, consenso comune, casi studio.

La terapia per la Dermatite Atopica deve quindi prendere in considerazione 2 situazioni differenti: acuta e cronica.

dermatite atopica cane prurito

Cura della dermatite atopica acuta.

Il primo passo è quello di cercare di identificare e rimuovere la causa dell’infiammazione.

Questa condizione è necessaria soprattutto quando si ha una esacerbazione dei segni clinici in soggetti che prima presentavano una remissione completa o quasi del prurito.

Le cause più frequenti sono da ricercare in:

  • pulci
  • cibo
  • allergeni ambientali.

Domandare al proprietario se il cane abbia mangiato qualcosa di diverso dal solito, magari rubato dalla tavola, piccoli premi o cibi a cui aveva già manifestato intolleranza è certamente molto utile, così come consultare il bollettino dei pollini in caso di stagione coerente.

Infine, prendere in considerazione la mancata o errata somministrazione della profilassi antiparassitaria (ricordando che non può comunque essere considerata efficace sempre al 100%).

In caso di infezioni batteriche o da lieviti riconosciute è raccomandata la somministrazione di farmaci antimicrobici solo se sono strettamente necessari, sia per via sistemica che per uso topico.
L’utilizzo di shampoo antimicrobici può certamente essere utile per ridurre la dose e necessità di farmaci sistemici.

È importante, però ricordare che questi possono avere un effetto negativo sulla pelle del cane, aumentandone la sensibilità e quindi il prurito.
Sarà quindi utile la combinazione di shampoo emollienti da intervallare ai precedenti.

La shampoo terapia e l’igiene del pelo rivestono quindi un ruolo importante.
Shampoo ad azione emolliente, idratante, contenenti lipidi e zuccheri complessi sono efficaci ma a breve termine rendendo quindi necessaria la valutazione della frequenza del trattamento. (raccomandazione di grado B).

I prodotti consigliati come shampoo medicati all’interno delle linee guida sono:

  • Allermyl, Virbac
  • Douxo Calm, Ceva.
Farmaci glucocorticoidi per la Dermatite Atopica nel cane

A livello locale l’utilizzo di glucocorticoidi in spray è altamente consigliato in formulazioni i cui gli studi hanno mostrato efficacia:

  • Cortavance, Virbac – uno o due applicazioni settimanali, si sono dimostrati particolarmente efficaci- (A)
  • Genesis, Virbac (B).

L’utilizzo di altre formulazioni di glucocorticoidi locali deve sempre essere valutato in base alla concentrazione, possono essere, teoricamente, altrettanto validi, ma non altrettanto sicuri.

In questo senso è importante ricordare che l’uso prolungato quotidiano di glucocorticoidi locali sulla stessa zona può provocare atrofia cutanea.

In caso di prurito intenso e severa infiammazione cutanea, l’uso di glucocorticoidi (prednisolone, prednisone o metilprednisolone al dosaggio di 0,5 – 1 mg/kg 1 o 2 volte al giorno) è certamente raccomandato, valutando la risposta e la durata del trattamento in base all’efficacia del farmaco e ai possibili effetti collaterali sul lungo termine.

L’uso di glucocorticoidi ad azione prolungata (iniettabili) sono sempre sconsigliati.

Dermatite Atopica e Apoquel

L’uso di oclacitinib (Apoquel Zoetis) è risultato sicuro per un periodo breve.

Il trattamento è certamente consigliato nei casi acuti gravi, al dosaggio di 0,4–0,6 mg/kg 1 o 2 volte al giorno per un periodo di due settimane.

La capacità immunosoppressiva dei due principi attivi (oclacitinib e glucocorticoidi) crea i presupposti per indurre gravi effetti collaterali e la combinazione dei due farmaci, quindi, non dovrebbe mai essere fatta.

Inoltre, in caso di assenza di risposta ai farmaci, è necessario rivalutare la diagnosi di Dermatite Atopica (infestazioni parassitarie, reazioni avverse al cibo….), che è sempre rispondente a questo tipo di terapia.

L’uso di antistaminici nella Dermatite Atopica non è mai consigliato, non essendo l’istamina implicata nella patogenesi del prurito.

Dermatite atopica nel cane: il ruolo degli acidi grassi essenziali

Nonostante il ruolo degli acidi grassi essenziali sottoforma di integrazione della dieta, sia importante nell’amministrazione delle patologie cutanee, il fatto che la loro efficacia si evidenzi in tempi molto lunghi, non consente di rendere consigliabile tale trattamento almeno nell’amministrazione del caso acuto (C).

Farmaci inibitori delle calcineurine: Tacrolimus e Ciclosporine

L’utilizzo di ciclosporine per via orale e del Tacrolimus per via topica non è consigliato per la loro incapacità di essere efficaci nel breve periodo (C).

prurito intenso cane dermatite atopica

Cura della dermatite atopica cronica.

Il prurito cronico non stagionale pare essere provocato soprattutto da Reazioni Avverse al Cibo (RAC).

Un recente studio ha messo in evidenza che il 90% dei casi di prurito cronico da reazione avversa al cibo nel cane aveva remissione dei sintomi con una dieta ad esclusione della durata di almeno 8 settimane. [10]

Il prurito cronico quindi va indagato (come sopra già ampiamente descritto) anche da un punto di vista alimentare.

Nelle linee guida si specifica che la somministrazione di cibi commerciali secchi può essere un fattore di contaminazione del cane, soprattutto se allergico agli acari della polvere (cross reazione con quelli delle confezioni).

Nessuno studio ha dimostrato che la conservazione di questi cibi in luoghi refrigerati abbia vantaggi significativi sulla riduzione del prurito.

Nel prurito cronico la gestione ambientale pare essere determinante, soprattutto in cani certamente allergici agli acari della polvere (ipersensibilità IgE mediata).
L’utilizzo di dispositivi per ridurre la presenza dell’acaro nell’ambiente risulta particolarmente efficace.

Per quanto concerne l’uso di farmaci antimicrobici locali o sistemici e la shampoo terapia, valgono le stesse considerazioni già fatte nella terapia della dermatite in fase acuta.

Circa l’utilizzo di integrazioni con acidi grassi essenziali, questi possono essere considerati come adiuvanti la terapia e non come unica terapia da prendere in considerazione.
Lievi risultati in termini di riduzione dei sintomi si sono ottenuti dopo circa due mesi di somministrazione, ma con studi che non hanno consentito di stabilire dosaggi e qualità delle integrazioni da prendere in considerazione.

Formulazioni ad uso topico di acidi grassi essenziali o contenenti lipidi.
Anche per queste formulazioni sono troppo poche le evidenze scientifiche che abbiano dimostrato risultati soddisfacenti, per poter consigliare tali applicazioni.

I glucocorticoidi ad uso topico, come già detto, si sono dimostrati efficaci nella riduzione del prurito, ma la loro somministrazione deve essere controllata e sospesa ad intervalli regolari per evitare effetti collaterali, come l’atrofia cutanea.

Una terapia combinata di:

  • immunoterapia allergene specifica
  • shampoo terapia emolliente
  • integrazioni con acidi grassi essenziali (EFA) Omega 3 e 6

possono essere utili nella riduzione dei dosaggi e frequenza di somministrazione di farmaci immunosoppressori quali glucocorticoidi e oclacitinib.

Altre terapie sono in corso di valutazione, come l’uso di interferone (Interdog, Toray Industries – raccomandazione di tipo A -) che si è dimostrato efficace, ma non in tutte le situazioni, come nel caso di Virbagen omega, Virbac i cui risultati paiono inconsistenti (Raccomandazione B).

Uno studio ha messo in evidenza come, l’utilizzo di cellule staminali mesenchimali da tessuto adiposo (AdMSC) si sia rivelato sicuro ed efficace nella remissione dei sintomi in cani con Dermatite Atopica refrattaria ai trattamenti.
La remissione dei sintomi è stata presa in considerazione ed osservata per 6 mesi.
Puoi leggere i risultati sulla Dermatite Atopica e cellule staminali, da qui.

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Per maggiori informazioni:

Bibliografia:
  1.  Silverman J, Rust MK, Reierson DA. Influence of temperature and humidity onsurvival and development of the cat flea, Ctenocephalides felis (Siphonaptera:Pulicidae) J Med Entomol. 1981;18(1):78–83. doi: 10.1093/jmedent/18.1.78. [PubMed] [CrossRef] [Ref list]
  2. Hillier A, Griffin CE. The ACVD task force on canine atopic dermatitis (X): is there a relationship between canine atopic dermatitis and cutaneous adverse food reactions?  Vet Immunol Immunopathol. 2001 Sep 20; 81(3-4):227-31.[PubMed] [Ref list]
  3. Ricci R, Granato A, Vascellari M, Boscarato M, Palagiano C, Andrighetto I, Diez M, Mutinelli F J. Identification of undeclared sources of animal origin in canine dry foods used in dietary elimination trials. Anim Physiol Anim Nutr (Berl). 2013 May; 97 Suppl 1():32-8. [PubMed] [Ref list]
  4. Raditic DM, Remillard RL, Tater KC. ELISA testing for common food antigens in four dry dog foods used in dietary elimination trials.  J Anim Physiol Anim Nutr (Berl). 2011 Feb; 95(1):90-7.[PubMed] [Ref list]
  5. Wilhem S, Kovalik M, Favrot C. Breed-associated phenotypes in canine atopic dermatitis. Vet Dermatol. 2011 Apr; 22(2):143-9.[PubMed] [Ref list]
  6. Hensel P, Bauer CL, Austel M, Keys D. Serological and intradermal test reactivity patterns among six species of house dust and storage mites. Vet Dermatol. 2009;20:228. doi: 10.1111/j.1365 3164.2009.00787.x. [CrossRef] [Ref list]
  7. Marsella R, Sousa CA, Gonzales AJ, Fadok VA. Current understanding of the pathophysiologic mechanisms of canine atopic dermatitis.  J Am Vet Med Assoc. 2012 Jul 15; 241(2):194-207. [PubMed] [Ref list]
  8. Olivry T, Saridomichelakis M. Evidence-based guidelines for anti-allergic drug withdrawal times before allergen-specific intradermal and IgE serological tests in dogs. International Committee on Atopic Diseases of Animals (ICADA). Vet Dermatol. 2013 Apr; 24(2):225-e49. [PubMed] [Ref list]
  9. Treatment of canine atopic dermatitis: 2015 update guidelines from the ICADA
  10. Olivry T, Mueller RS, Prélaud P. Critically appraised topic on adverse food reactions of companion animals (1): duration of elimination diets. BMC Vet Res 2015; in pressGoogle Scholar

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