FAQs

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Staminali: In quali malattie funzionano?

Le cellule staminali mesenchimali adulte sono in grado di rigenerare tutti i tessuti di origine mesenchimale.

Ad oggi, disponiamo di dati scientifici sulla loro efficacia clinica in lesioni cutaneee, tendinee, muscolari, ossee, cartilaginee.

La ricerca in questo campo è in continua evoluzione e ci sono segnalazioni della loro efficacia in altre patologie non ancora validate dalla scienza.

Staminali: può essere pericolosa la terapia con cellule staminali?

Sì.
Le cellule staminali mesenchimali adulte hanno la capacità di moltiplicarsi e di differenziarsi in altre cellule della stessa natura di quella dei tessuti nei quali vengono introdotte; pertanto, occorre un attenta selezione dei pazienti, che viene attuata attraverso una serie di esami dettati dal tipo di patologia e dal tipo di paziente, in base ai criteri di giudizio del medico veterinario.

PRP o Cellule Staminali: cosa è meglio fare ?

Sono due tipi di terapia differenti, anche se in parte sinergici: il PRP stimola la cicatrizzazione dei tessuti, mentre le MSC stimolano la rigenerazione.

Il PRP è anche in grado di stimolare la generazione di nuovi vasi e l’attivazione delle MSC che si trovano in natura, nella compagine del tessuto lesionato.

Ecco perché le due terapie spesso vengono usate in associazione.

Staminali allogeniche e staminali mesenchimali che differenza c’è?

Le staminali sono le cellule alla base di questa terapia.

Ci sono diversi tipi di staminali.

Queste sono staminali mesenchimali adulte, che si trovano in vari tessuti di origine mesenchimali (soprattutto midollo osseo e tessuto adiposo) dai quali vanno prelevate ed isolate.

“Allogenico” è un aggettivo che definisce la provenienza di queste cellule e significa che derivano da un altro soggetto, mentre il termine “autologo” si riferisce a materiale biologico dello stesso individuo.

Più dettagliatamente, il termine allogenico è usato soprattutto in medicina umana (e poi mutuato anche in veterinaria), dove un altro individuo, chiaramente, è un altro essere umano (stessa specie).

Se rapportato al mondo animale, sarebbe più corretto definire omologo il materiale proveniente da un altro animale della stessa specie (da un cane ad un altro cane, da un cavallo ad un altro cavallo) e eterologo o allogenico il materiale proveniente da un animale di un’altra specie (da maiale a cane, ad esempio).

In medicina veterinaria, i termini allogenico e omologo  si usano comunemente come sinonimi, anche se, come abbiamo visto, non è esattamente così.

Cellule Staminali Mesenchimali autologhe e omologhe (1)

In pratica, cosa debbo fare per sottoporre il mio gatto ad una terapia con staminali? Posso farla presso il mio veterinario?

Il trattamento terapeutico può essere eseguito in qualunque ambulatorio che sia in grado di operare in condizioni idonee.

Quello, invece, che è più delicato è tutto ciò che bisogna fare prima: dalla valutazione della idoneità del paziente al trattamento (occorre valutare le condizioni generali attraverso esami di vario tipo), al prelievo del tessuto e l’invio del tessuto ad un laboratorio specializzato nella produzione di cellule.

Poi c’è l’ultima fase, che riguarda la gestione del materiale biologico ricevuto dal laboratorio e la sua somministrazione.

PRP e il Gel piastrinico sono la stessa cosa?

No.

Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una frazione del plasma, nella quale le piastrine, normalmente presenti, sono state concentrate.
Si ottiene mediante procedure di separazione e può essere iniettato.

Il Gel piastrinico è la versione gelificata del PRP, che si ottiene attivando i processi della coagulazione sulle piastrine concentrate, mediante aggiunta di sostanze che inducono la polimerizzazione del fibrinogeno in fibrina.
Il Gel assume la forma del recipiente in cui viene attivato (se in piastra, avrà la forma discoide del fondo della piastra), può essere adagiato sulla lesione e, mediante preparazioni particolari, anche suturato ad essa.

Le cellule staminali sono in grado di curare l’artrosi?

Sì.

E’ stato dimostrato che le Cellule Staminali Mesenchimali hanno capacità di differenziarsi in condrociti (le cellule della cartilagine articolare) ed hanno anche un potente effetto antinfiammatorio.

Pertanto, la loro somministrazione in una articolazione affetta da fenomeni degenerativi produce una rapida remissione della sintomatologia e, nel tempo, la rigenerazione della cartilagine alterata.

Esiste una ampia letteratura che evidenzia che gli effetti benefici di questa terapia sono migliori e più duraturi rispetto ai trattamenti classici.

Ciò che manca oggi sono riscontri  basati sulla medicina dell’evidenza, che dimostrino oggettivamente che gli effetti benefici immediati e duraturi nel tempo che si riscontrano a seguito del trattamento eseguito dipendano sicuramente da queste cellule.

Frazione Stromale Vascolare che cosa si intende ?

La Frazione Stromale Vascolare, comunemente definita con il suo acronimo SVF (Stromal Vascular Fraction) consiste in una popolazione eterogenea di cellule staminali, periciti, cellule endoteliali, fibroblasti, cellule del sistema immunitario, derivati dalla dissociazione enzimatica o dalla frammentazione meccanica del tessuto adiposo.
La SVF può essere utilizzata subito dopo la preparazione e non necessita di passaggi intermedi di coltura in vitro. Gli effetti terapeutici della SVF dipendono non solamente dalle MSC, ma anche dagli altri elementi cellulari presenti.
Dal punto di vista pratico, la preparazione di SVF ha il vantaggio innegabile della preparazione estemporanea: infatti può essere somministrata pochi minuti dopo al prelievo del tessuto adiposo dal paziente. Anche i costi sono molto più contenuti rispetto a quelli delle colture purificate di MSC.

Studio a doppio cieco, cieco, randomizzato, cosa si intende ?

Cosa è uno studio prospettico in doppio cieco, random?

In questo tipo di studi, umani e animali, si mettono a paragone due gruppi (di pazienti o di patologie o di trattamento) scelti con caratteristiche precise.
In questo caso le lesioni da trattare vengono scelte  random (in modo casuale, non seguendo una logica particolare, ad esempio per dimensione, estensione o gravità).
Il risultato del trattamento eseguito nel primo gruppo viene messo a confronto con le lesioni del secondo gruppo (gruppo di controllo), trattate con un farmaco di efficacia nota o con un palliativo (placebo).

Questo per scongiurare la possibilità che il risultato possa essere inficiato dal legittimo dubbio in cui, si potrebbe pensare che, anche senza farmaco, la lesione sarebbe potuta guarire.

Il valutatore del risultato non è a conoscenza se la lesione che sta analizzando è stata trattata con il farmaco che viene testato o con il farmaco usato come controllo, in modo che non possa subire alcuna influenza e possa esprimere una opinione oggettiva. (Metodo del doppio cieco).

Il termine “doppio cieco” si riferisce ad una caratteristica dello studio clinico in cui sia il valutatore che il paziente sono ignari dell’assegnazione al gruppo di studio, quindi sono entrambi ignari del tipo di trattamento.

Il termine “doppio” non dovrebbe essere utilizzato in veterinaria, in quanto la consapevolezza dell’appartenenza ad un gruppo piuttosto che ad un altro non può essere attribuita o valutata negli animali, anche se, in realtà, in veterinaria gli studi in cieco sarebbero tutti in doppio cieco.

Guarigione per prima e seconda intenzione: cosa vuole dire?

La guarigione delle ferite rappresenta la capacità del nostro organismo di riparare un tessuto leso.
E’ per prima intenzione, quando, nel caso di una ferita netta, come quella causata da un bisturi o da un taglio, i lembi riescono ad aderire perfettamente, rigenerando i tessuti in modo pressoché identico a quello iniziale.

E’ per seconda intenzione, quando il tessuto che si forma durante la guarigione ha una struttura diversa (cicatriziale, di tipo connettivale) rispetto a quella d’origine.

La guarigione per seconda intenzione è tipica di quelle ferite caratterizzate da estesa perdita di sostanza (tessuto) o infezioni batteriche.