Prof Maurizio Del Bue
terapie rigenerative applicazioni

Uno dei problemi che più frequentemente mi trovo a dover affrontare, quando parlo di medicina rigenerativa è cercare di spiegare in quali patologie e situazioni si possono ottenere risultati evidenti ed accettabili.

In questo articolo quindi vorrei cercare di fare un po’ di chiarezza su questo argomento, tanto complesso.

TERAPIE RIGENERATIVE: QUALI PATOLOGIE CURARE?

Dal momento che si tratta di sistemi biologici ancora in parte sconosciuti e la ricerca in questo ambito è in continua evoluzione, potremmo classificare le patologie nelle quali si possono utilizzare le terapie rigenerative in:

  • accertate: patologie per cui esiste già una letteratura che riporta risultati clinici scientificamente validati;
  • possibili: in cui sono in corso studi finalizzati ad accertarne l’efficacia;
  • probabili: patologie per cui esistono i presupposti affinché queste terapie possano essere utilizzate;
  • ipotetiche: patologie per cui si può ipotizzare l’efficacia sulla base delle caratteristiche biologiche di queste terapie.

Devo infatti ricordarti che questi trattamenti, nonostante siano stati studiati e ampiamente applicati, sono pur sempre da considerarsi sperimentali.

Ne avevo già parlato in questa pagina, ma ti faccio un piccolo promemoria.

Il concetto di terapia sperimentale va inteso nel senso che la terapia non può essere ancora annoverata nell’ambito della medicina dell’evidenza, perché non supportata da numeri sufficienti.

La terapia non è ancora suffragata da risultati statisticamente validi.

Le patologie sensibili alle terapie rigenerative sugli animali sono:

  • grandi perdite di sostanza cutanea (ustioni, piaghe di grande estensione)
  • lesioni tendinee / legamentose (ferite da taglio a livello dell’estremità degli arti, stiramenti, distensioni, distrazioni)
  • lesioni muscolari
  • lesioni corneali (ulcere)
  • artropatie degenerative (ginocchio, gomito, spalla, anca, tarso e carpo)
  • fratture (scheggiose, comminute, esposte)
  • pseudoartrosi/ritardi di consolidamento in seguito a fratture
  • piodermiti
  • patologie osteolitiche (necrosi cefalica)
  • osteomieliti endogene e esogene
  • fistole perianali
  • numerose altre patologie sulle quali non c’è ancora una casistica sufficiente

Al di là di qualunque elenco, che è impossibile mantenere aggiornato per l’evoluzione della ricerca in questo ambito scientifico, va sottolineato che queste terapie non possono essere applicate genericamente, ma debbono sempre essere “personalizzate” al paziente.

In altre parole, ciò che deve essere valutato è l’applicabilità sul paziente e non sulla patologia.

Anche il tipo di trattamento, se con Cellule Staminali Mesenchimali, Concentrati Piastrinici o altre varianti, saranno da valutare non solo da caso a caso, ma anche in base alle conoscenza del medico e sue capacità applicative.

Inoltre, anche la disponibilità economica del proprietario sarà da considerare, perché alcuni trattamenti possono essere costosi.

Terapie rigenerative: quali controlli fare prima di effettuare i trattamenti?

Gli animali candidati a trattamenti di terapia rigenerativa debbono essere sottoposti ad una serie di esami volti a determinarne l‘idoneità al trattamento.

Alcuni sono necessari ed indispensabili, altri potranno essere valutati di volta in volta, a seconda della situazione.

Considerando che, il più delle volte, questi trattamenti sono da effettuare in anestesia, sarà fondamentale effettuare tutti i controlli volti alla verifica che il paziente sia in grado di esserne sottoposto in modo sicuro.

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Altri controlli possono essere:

  • Valutazione clinica della funzionalità di cuore e polmoni;
  • ECG ed ecocardiografia (se ritenuti necessari);
  • Ecografia: talvolta risulta indispensabile ai fini diagnostici (in caso di tendiniti e miositi, ad esempio) ed anche per indagare sulla possibile presenza di anomalie agli organi interni, come neoformazioni tumorali, ancora asintomatiche.

Una volta stabilito che l’animale è idoneo al trattamento, in base all’esito degli esami svolti, il medico veterinario deciderà la metodologia da applicare in base alla patologia presente e alle caratteristiche dell’animale.

In genere, la terapia con MSC necessita di un unico trattamento, in quanto le cellule staminali divengono lo stimolo che innesca ed esalta tutti i processi rigenerativi.

E’ importante ripetere e evidenziare che la terapia non può essere standardizzata, ma ciascun paziente richiede una attenta valutazione clinica, per evitare i numerosi rischi che possono essere associati a queste terapie.

I trattamenti sono quindi personalizzati sul soggetto da trattare.

Inoltre, è fondamentale che vengano eseguiti da medici veterinari con la giusta competenza, in grado di fornire indicazioni relative al meccanismo d’azione, ai rischi della terapia, al materiale iniettato (provenienza, conservazione, dosaggio somministrato, ecc) e che giustifichi al proprietario il protocollo terapeutico scelto per l’animale.

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